di Roni Foutsitzoglou

Tra i fattori che da sempre hanno costituito un incentivo a spostarsi verso alcune destinazioni c’è sicuramente la stabilità politica del luogo. Attraverso una breve analisi storica, messa a fuoco da Enrico Fontanari, docente di progettazione urbanistica e del paesaggio presso l’Università Iuav di Venezia, responsabile Cattedra Unesco allo Iuav, è possibile capire come i primi flussi turistici abbiano avuto inizio attorno al periodo rinascimentale, tra il 1400 e il 1600, quando le città europee hanno cominciato a sviluppare il proprio tessuto urbano. Tra i protagonisti di questa fase c’è senza dubbio il condottiero nato a Gubbio, Federico da Montefeltro, che avviò tra il 1442 al 1482 un solido periodo di pace, elemento fondamentale per la fioritura delle prime attività turistiche.

Esaminando altre città italiane come Ferrara, Pienza, Roma, Torino e Napoli si notano nello stesso periodo numerose trasformazioni urbane, con grandi sviluppi urbanistici ma anche piccoli interventi nei centri storici.

Nella stessa epoca, anche Roma ha deciso di scendere in campo per celebrare la sua grandezza e l’istituzione-chiave della vicenda romana è sicuramente il papato, interessato a mostrare il proprio potere e che, dal 1600 in poi, ha trasformato la città in una nuova meta turistica.

Sulla stessa linea anche altre città europee come Parigi, Vienna, Amsterdam, Londra iniziano a svilupparsi. Si avvia nello stesso secolo anche l’espansione dei centri coloniali in America Latina, che procede secondo schemi geometrici lineari, seguendo lo stile europeo, con piazze, assi orizzontali e verticali, non di rado con mete religiose.