Di Rossella Villani

È ora di dirlo, anche noi millennials ci stiamo accorgendo che le regole stanno cambiando, anche grazie alla nostra influenza.

Siamo la prima generazione che ha avuto accesso ad internet durante gli anni della formazione e abbiamo ricevuto una grande influenza dalla tecnologia, attraverso informazioni sempre più profonde e diversificate.

Siamo la generazione che è stata immersa nella più grande crisi economica degli ultimi tempi proprio nel momento dell’indipendenza lavorativa e personale con nuovi valori che stanno cambiando le regole del marketing e non solo.

Abbiamo avuto il tempo di sviluppare uno spirito critico maggiore, con molti di noi che sono diventati influencer o youtuber e si sono inventati i più disparati lavori connessi al mondo del web. Ci riconosciamo come la generazione del “qui ed ora”, dell’immediatezza. Abbiamo imparato a goderci tutto al massimo e a prendere il meglio da ogni situazione e da ogni luogo.

La dimensione che più di tutte ha tenuto coesi anche i più nostalgici e tradizionalisti di noi è stata quella del viaggio, nonostante il più delle volte non potessimo davvero permettercelo. Molti di noi sono ancora disposti a fare di tutto pur di non smettere di viaggiare, e, nonostante a volte non ci crediate, quest’overdose di informazioni ci ha reso davvero consapevoli dei problemi sociali e ambientali.

Abbiamo implementato la sharing economy senza nemmeno accorgercene, cercando di raggiungere la felicità senza mai rinunciare alle nostre passioni. Con Airbnb, Chouchsurfing e Blablacar stiamo ridisegnando le nostre città attraverso flussi di persone diverse fra loro, perché senza dubbio siamo una massa di individualisti, ma pur sempre una massa che mentre il mondo andava a rotoli ha avuto modo di incontrarsi nel punti più disparati del globo per condividere e ricercare l’autenticità anche a costo di rendere pubblica la propria identità.

Come nativi digitali, vi assicuro che ce ne avete lasciato di lavoro da fare, quindi ora non storcete il naso e lasciate che il network virtuale che si è creato possa ragionare sulla risoluzione di molti dei problemi che affliggono la nostra società. Ci siamo comportati da eccentrici individualisti, ma abbiamo imparato a convivere in maniera democratica anche a chilometri di distanza con diverse culture.

Sono sicura che tutti noi, in questo tempo d’attesa generazionale, abbiamo individuato un angolo di mondo da aggiustare, con molti millennials che vogliono dar vita ad un futuro che riparta dalle radici.

Abbiamo capito che il patrimonio storico è il prodotto di una società, abbiamo capito che tutto quello che ci avete lasciato è il vostro prodotto e lo abbiamo documentato, fotografato e mappato. Inconsapevolmente avete sguinzagliato un sacco di ricercatori emotivi in giro per il mondo fisico e digitale.

In questo modo, abbiamo denudato le nostre città cogliendone l’essenza. Se ci chiederete di tornare a casa saremo anche felici di raccogliere le ultime informazioni della nostra storia, quelle che non ci avete ancora raccontato.

Per questo, noi millenials, speriamo ancora in un nuovo turismo sulla Luna, una vacanza spensierata durante la quale guardare verso la Terra senza vergogna, perché si vedrà un cantiere interconnesso in cui la generazione “Z” sarà la protagonista consapevole della ricostruzione.