Di Taís Pinto

Per chiudere la settimana #mastermht, si è svolto un meetup con l’artista argentino Daniel Gonzalez, che vive tra la Valpolicella e New York.

È stata una lezione interessante e profonda, iniziata con il suo racconto del Sud America, mentre beveva mate con le “gaúchas”. Ha espresso il suo punto di vista, quello di un artista straniero che ha sperimentato culture diverse, sottolineando come l’identità di un luogo caratterizzi la società stessa. Abbiamo bisogno di riconoscerti come sei veramente.

Venezia è una città multiculturale in cui tutti vanno alla ricerca di esperienze da vivere fra bellezza e storia, in un posto unico al mondo che, simbolicamente, emerge dell’acqua.

Daniel Gonzalez è un artista che usa tanti materiali diversi fra loro e che, attraverso la diversità e la plasticità degli oggetti e le loro trasformazione, quasi fosse un chimico. Secondo Gonzalez “ogni elemento ha diverse caratteristiche, la creatività nasce dalla necessità di fare, alla quale non c’è limite. Il nostro problema è che spesso non sappiamo come usare la libertà”.

L’artista ha poi parlato di alcuni dei suoi lavori, del processo di selezione e presentazione del progetto, del lavoro e della realizzazione. Fra le tante opere, molte, anche di arte urbana, le ha realizzate con Anna Galtarossa. Una delle sue ultime installazioni a Milano, “Imaginary Country”, attraverso degli striscioni allocati in punti specifici, rappresentava la realtà in un linguaggio corrente rispetto allo spazio metafisico. L’opera metteva l’accento sulla nostra percezione delle cose.

Altro lavoro di Gonzalez è “Casa di Tutti” un progetto realizzato grazie alla partecipazione di diverse persone.

A suo giudizio, il modo migliore per organizzare il turismo è quello di lasciarlo fluire.

 Daniel González, “Imaginary Country”. Foto © Carola Merello e Andrea Martiradonna

Daniel González, “Imaginary Country”. Foto © Carola Merello e Andrea Martiradonna